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ANDREA BASSI, UN GIOVANE IMPRENDITORE CHE GUARDA AL FUTURO - UNA MOBILITA' PUBBLICA E PRIVATA CHE UTILIZZA MEZZI PUBBLICI E NON INQUINA

 

Un mondo dove le persone si spostano su mezzi elettrici, senza inquinare l’aria. Autobus ma anche auto private che si possono ricaricare comodamente in aree di servizio, dove fare il pieno di energia elettrica sarà facile come fare un pieno di benzina.

Un’illusione? Niente affatto. Il futuro, neanche troppo lontano in fondo. Ed è il futuro in cui crede Bassi srl, azienda di Lugo, nel ravennate, specializzata nella produzione di dispositivi elettronici quali caricabatterie, convertitori, alimentatori e trasformatori.

Nata nel 1974, l’azienda è ancora oggi guidata dalla famiglia Bassi; si trova nel cuore della Romagna e occupa circa 45 dipendenti.

Il core business dell’attività sono i caricatori di batteria per veicoli elettrici, soprattutto carrelli elevatori. Dai classici ‘muletti’ da industria, l’applicazione principale, fino ai grandi carrelli elevatori  che si usano per caricare e scaricare merci nei porti.

Questo è ancora la produzione principale, da oltre trent’anni, ma da dieci anni a questa parte Bassi ha ampliato il proprio raggio di applicazione anche ai mezzi di trasporto elettrici: scooter, biciclette, mezzi pubblici e auto. Un’intuizione che guarda al futuro, perché tutti i Paesi del mondo si stanno attrezzando per ridurre il tasso di inquinamento, le famigerate polveri sottili, puntando al trasporto elettrico. “Il settore, soprattutto quello della viabilità privata con mezzi elettrici, fa ancora fatica a decollare perché sono necessarie alcune importanti innovazioni” spiega Andrea Bassi, responsabile tecnico. “Il problema più grande è rappresentato dal tempo di ricarica, ancora troppo lungo: gli autobus si possono caricare di notte nei depositi, così come i carrelli elevatori delle aziende vengono ricaricati nelle ore non lavorative”. Ma per utilizzare appieno negli spostamenti privati un mezzo elettrico, servono tempi di ricarica più rapidi: non è pensabile che un privato debba tenere ferma l’auto in garage almeno  dieci ore per ricaricare le batterie. In questo modo non è più funzionale e si disincentiva il suo utilizzo. Bassi ha studiato e progettato la soluzione: “Ci siamo orientati verso sistemi di ricarica veloce e ora siamo in grado di ricaricare la batteria di un’auto in meno di dieci minuti”. Un’autentica rivoluzione, unica nel suo genere in Italia, perché supera gli ostacoli tecnologici che oggi frenano la diffusione delle auto elettriche. In questa ottica sarà possibile spostarsi con le auto elettriche anche per lunghi tragitti e fare rifornimento di energia nelle stazioni di servizio. Anche a questo ha pensato l’azienda romagnola: “Abbiamo progettato stazioni di ricarica da installare nei distributori di benzina normali – spiega il responsabile tecnico – il conducente impiega solo dieci minuti per fare il pieno di energia elettrica, il tempo per un caffè al bar”.

Per controllare il funzionamento delle stazioni, Bassi ha progettato un sistema telematico di telecontrollo dei carica batterie: quando un caricatore, in qualsiasi parte del mondo si trovi, ha qualche problema, i tecnici riescono dalla sede di Lugo a risolverlo e ad effettuare, quindi, una manutenzione continua oltre a un controllo del rendimento.

Si tratta di innovazioni importanti, che nascono dalla Romagna e stanno già sbarcando in vari paesi del mondo. Merito di una precisa scelta aziendale di investire nell’innovazione. “Da alcuni anni abbiamo costituito un team di ingegneri che si occupa esclusivamente dello sviluppo di nuove tecnologie” spiega Bassi. “Così abbiamo aggiunto alla nostra attività di produzione anche quelle di consulenza ed ingegneria. Per noi l’innovazione è molto importante, ci risultava difficile introdurre innovazione senza fare riferimento al futuro, che per noi è la mobilità pulita”.

In Italia questo è un settore ancora poco esplorato, in primis da un punto di vista normativo. Altri Paesi, come il Giappone o gli Stati Uniti, sono già da alcuni anni orientati verso i veicoli elettrici: ed è a questi Paesi che Bassi si sta rivolgendo portando a casa buoni risultati. Il fatturato, circa sei milioni di euro nel 2009, è infatti composto per l’80 per cento da vendite all’estero, di cui un 50 per cento in Usa e Canada, soprattutto nel settore dei carrelli elevatori e dei piccoli veicoli elettrici per uso privato, un 30 per cento in Europa e Asia e un restante 20 per cento in Italia.

Le vendite all’estero nel settore dei veicoli elettrici hanno anche permesso a Bassi di ammortizzare la crisi che ha portato a un calo nel settore dei carrelli elevatori industriali.

“Abbiamo sentito molto la crisi, ma siamo riusciti a chiudere il 2009 con un calo di fatturato contenuto, circa l’8 per cento, compensato dall'attività di progettazione e dalle commesse per i carica batterie di veicoli elettrici”.

E i Paesi esteri sono per il momento l’unico mercato di riferimento. “Nel  mondo c’è una fase di standardizzazione dei sistemi di ricarica – spiega Bassi – che dovranno avere un funzionamento facile e sicuro per tutti, ed essere comodi come un  distributore di benzina. Ci sono molti enti che cercano di imporre i propri standard – prosegue - e in Giappone sono già ad una fase avanzata”.

Nel Paese del Sol Levante alcune aziende stanno già montando le stazioni di ricarica della Bassi di Lugo. Siamo ancora in una fase sperimentale, ma ci sono già ottimi risultati sulla funzionalità e i tempi di ricarica.

Solo negli ultimi mesi ne sono state montate una trentina, testate da alcuni tra i più famosi costruttori di auto come Nissan e Mitsubishi. Ed è proprio dal Giappone che presto partiranno molti nuovi modelli di auto elettriche destinate ad invadere i mercati.

Bassi sta lavorando anche negli USA, in particolare in California, Texas e Canada.

“In questa fase stiamo testando sul campo i prodotti che hanno già superato le prove in laboratorio, e stiamo ottenendo buoni risultati.

In Texas una flotta di venti autobus elettrici per trasportare i bambini da casa a scuola viene alimentata dalle nostre stazioni di ricarica”. Tutto controllato scrupolosamente via Internet attraverso l’innovativo sistema di telecontrollo.

“ I Paesi esteri ci impongono standard di risultato che stiamo rispettando, ed il maggiore ente americano ci ha certificato da un punto di vista della sicurezza”.

Il bacino di utenza non sono solo le case costruttrici di auto private ma anche e, in questo momento soprattutto, i costruttori di mezzi pubblici, dagli autobus di linea ai veicoli per il trasporto di turisti, fino ai mezzi per la raccolta rifiuti. Prendiamo la Svizzera, ad esempio, dove tutti i postini si spostano su scooter elettrici.

In Italia pare che qualcosa si stia muovendo, da un punto di vista governativo.

Bassi ha avviato una collaborazione con l’ateneo di Bologna, dipartimento di energia elettrica, per la progettazione di alcuni prototipi. “Cerchiamo sempre di mantenere collaborazioni con le università; lavorando si scambiano idee innovative e know how”.

La Bassi si rende ancora disponibile per ospitare alcuni studenti stagisti, sia dell’Università di Bologna che di atenei esteri come quelli canadesi.

“La nostra ricerca continuerà a puntare sulla mobilità con mezzi elettrici” dice Bassi. Attualmente il veicolo elettrico più diffuso al mondo è ancora il carrello elevatore industriale, ma presto le cose cambieranno.  E quando succederà “noi saremo pronti a rispondere alle nuove richieste del mercato” dice Bassi.

 

Pubblicato per gentile concessione di IO L'Impresa - Persone, Reti, Capitali